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Luca Branda

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BRANDA: "Documento renziani Cosenza in ritardo e poco credibile."

19/02/2017

LUCA BRANDA: "Documento renziani Cosenza in ritardo e poco credibile."

“Il documento dei cosiddetti “renziani cosentini” contro la scissione nel Partito Democratico è, pur condividendone l’appello all’unità, nettamente in ritardo e poco credibile. Sono stato tra i primi Sindaci a condividere e sostenere l’idea di rinnovamento e cambiamento alla base della proposta di Matteo Renzi. Inizialmente eravamo solo in 5 contro tutti, compresi coloro i quali renziani lo sono diventati successivamente e per meri calcoli tattici utili al proprio riposizionamento. Nel febbraio 2013, a seguito dell’elezione di Matteo Renzi a Segretario Nazionale del Partito Democratico, aiutati da quella spinta propulsiva e animati dall’idea e dalla speranza di vedere, finalmente, avviata una nuova stagione di cambiamento e rinnovamento nella nostra Calabria, riuscimmo con sacrificio e determinazione, a fare eleggere Segretario regionale uno di quei 5 Sindaci che per primi condivisero e sposarono quelle idee. Oggi nella nostra regione, volendo fare una sintetica analisi, a distanza di 3 anni e con un Segretario – Parlamentare diretta espressione di Matteo Renzi, quell’idea di cambiamento e rinnovamento, in cui tanti giovani avevano creduto e sperato, è diventata una banale e usurata bandiera da sventolare nell’interesse elettoralistico di pochi. Con tutto l’affetto e l’amicizia che posso nutrire nei confronti del Segretario Ernesto Magorno, ritengo che quel documento sia fuori tempo massimo e assolutamente non credibile, per questo motivo non ho accolto il suo invito a firmarlo. Ritengo che non possa essere credibile parlare di “segnali chiari di profondo rinnovamento del Partito Democratico e dei suoi rappresentanti e di ricambio generazionale” se in 3 anni non si è riusciti a dare un solo segnale di rinnovamento e cambiamento nella politica e nelle istituzioni della nostra regione. La strategia fallimentare del Partito Democratico calabrese degli ultimi anni, confermata dalle numerose sconfitte e dalla perdita di consenso, ha portato alla cancellazione dell'identità politica e allo svuotamento della funzione del partito stesso quale guida e punto di riferimento, ed è stata caratterizzata da un “vivacchiare” che non ha prodotto nulla in termini di risultati politici. Ma ciò nonostante, anche se a volte l’ottimismo può deludere, siamo convinti come Papa Francesco, che la speranza non delude mai, per questo vogliamo continuare a credere e a sperare in una Politica che sappia ritrovare se stessa e riaccendere la passione nel cuore di ognuno di noi.”

Luca Branda – Sindaco di S.Agata di Esaro (Cs)